Bolero

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A quanti in questi giorni si scagliano contro i testi del cantante Sfera Ebbasta, vorrei ricordare che il mondo laico, liberale, tollerante che abbiamo ereditato senza troppi meriti, quel mondo che portò Voltaire a dire “non la penso come te, ma sono pronto a morire per difendere il tuo diritto di esprimerti”, ha il suo caposaldo proprio nel diritto di espressione.
La libertà di opinione, che è un valore fondamentale delle società democratiche, si misura proprio in rapporto alla possibilità di sostenere idee sbagliate e perfino aberranti.
Non è forse in nome della libertà di espressione che abbiamo difeso la satira, anche quella becera che non fa ridere, dall’assalto di quel mondo musulmano che non ammette alcun oltraggio al proprio Dio?
Non esistono i cattivi maestri, esistono i cattivi genitori. Sostenere che i ragazzi guardano, ascoltano, leggono, e vanno dunque protetti da quei moderni oracoli che rappresentano esempi negativi, significa arrogarsi il diritto di decidere per loro. Considerarli privi di intelligenza, capacità di ascoltare, saper discernere, scegliere.
I ragazzi non hanno bisogno di protezione dal mondo circostante. Hanno bisogno di rispetto. Hanno bisogno di essere trattati con intelligenza. Hanno bisogno che venga riconosciuta la loro intelligenza. Hanno bisogno che il mondo degli adulti sia onesto, non furbacchione.
I più grandi cattivi maestri sono gli ipocriti.
#sferaebbasta #ancona #corinaldo #libertadiespressione #libertadiopinione #libertà
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Orari, biglietti, ubiquità e responsabilità. Tra poco a Mattino cinque. ... Leggi tuttoChiudi

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E mentre rileggo quello che ho scritto oggi su Yara una piccola coccinella si posa sul tavolo e vola sui fogli 🐞 😪😘
Confesso, mi è venuta la pelle d’oca.
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Che ci facevano dei ragazzi di undici, dodici, quattordici anni in una discoteca alle due di notte?
Ecco, fra tutte le domande che ho letto e sentito nelle ultime ore, fra tutti i tentativi di trovare subito un responsabile, questa credo sia la peggiore. La più insensibile e vile.
Sono riflessioni sacrosante, ma attengono a regole di comportamento che si danno le famiglie. E soprattutto non hanno nulla a che vedere con le cause della tragedia. Quindi per rispetto verso chi ha perso un figlio di 14 anni, di una bambina di 11 anni che ha visto morire la mamma sotto i suoi occhi, delle persone che stanno pregando davanti a un letto di ospedale, direi che sarebbe cosa buona e giusta evitare di puntare il dito in questa direzione.
Veniamo allo spray al peperoncino. Se la dinamica verrà confermata, sarà stato sicuramente il fattore scatenante, ma senza un rapporto di causalità diretta con la tragedia.
Una volta individuato l’incosciente o il delinquente che con lo spray ha dato il via agli eventi, verrà innalzato a capro espiatorio, ma servirà solo a spostare attenzione dai veri responsabili, che sono altri.
Sugli spray, a bocce ferme, si dovrà fare riflessione seria. Come sul fanatismo attorno alla legittima difesa che, sostengo da anni (nel libro “Armatevi e Morite”), lascerà tanti morti ammazzati sul terreno.
Ma i ragazzi e la mamma di Ancona non sono morti per lo spray.
Una discoteca che può contenere meno di 500 persone ne avrebbe buttate dentro quasi il triplo.
Dopo i fatti di piazza San Carlo a Torino, il capo della Polizia ha emanato una direttiva per la sicurezza di eventi pubblici che prevede controlli agli ingressi, percorsi separati, piani di evacuazione. Regole che sarebbero state disattese nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Qui vanno cercate le responsabilità: chi ha autorizzato? Chi doveva controllare e non lo ha fatto? Che valore hanno le norme del capo della polizia? Chi è il soggetto istituzionalmente competente a farle rispettare?
#corinaldo #ancona #sferaebbasta #discoteca
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Uno di quei momenti in cui mi sforzo di contare fino a 10. Sono arrivato a mille.
Angoscia 🙏😭
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È stato lui ad appiccare l’incendio? Si è accorto che il figlio era in casa?
Per me il padre di Marco Zani non ha chances. Tra poco a Quarto Grado.
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“Vengo in canonica, cucino il coniglio e facciamo l’amore”. Ricordate questa storia?
Lui è padre Graziano, condannato a 25 anni di carcere per l’omicidio di Guerrina Piscaglia. La sentenza diventerà presto definitiva.
A mio avviso, lui non ha ucciso nessuno. Ma perché non racconta la verità?
La mia opinione questa sera a Quarto Grado.
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Guardate bene questa immagine, spero possa arrivare nei palazzi della politica e che qualcuno oggi si vergogni.
Sono Lucia e Franco Ceste, i genitori di Elena Ceste, la casalinga di Asti ammazzata dal marito Michele Buoninconti.
Morta la mamma, in carcere il papà, quattro figli adolescenti un bel mattino si sono risvegliati nella terra di nessuno. Nella disgrazia sono stati fortunati, avevano degli ottimi zii, hanno dei meravigliosi nonni.
Con una piccola pensione che sarebbe dovuta servire per tirare avanti fino alla fine dei loro giorni, Lucia e Franco si sono presi in casa i quattro nipoti e hanno ripreso a fare i genitori.
Ieri la commissione bilancio della Camera ha bocciato l’emendamento proposto dall’onorevole Mara Carfagna che stanziava 10 milioni di euro per le famiglie che si prendono cura degli orfani di femminicidio.
Una «bastardata», l’ha definita Carfagna.
Sarebbe stato un importante gesto concreto dopo tanti impegni pubblici e misure di bandiera che comunicano rivoluzioni e affogano in un bicchiere d'acqua.
Ne avrebbero beneficiato persone serie, corrette, composte, buone come Lucia e Franco, che soffrono le pene dell’inferno per tirar su quattro ragazzi rimasti senza madre e senza padre. (Quarto Grado la settimana scorsa ha lanciato un appello per un aiuto economico)
E torno per un attimo ai famosi “rossetti” per rispondere a chi ha provato a strumentalizzarmi e trascinarmi in polemiche personali piccine le quali non hanno nulla a che vedere con il merito del problema: la violenza sulle donne.
Sono tra coloro che nutrono grande rispetto e considerazione per l’attività politica di Mara Carfagna. Non da ieri, ma dal tempo in cui gli stessi che oggi si attaccano al suo tram la massacravano con logiche da squadrismo sessista nella pubblica piazza (chi volesse verificare può scorrere lo storico sulle mia pagine social).
Ho criticato la campagna sui rossetti lanciata in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La ritenevo totalmente inutile, perché radunava un facile quanto evanescente consenso, ma non sarebbe servita a nulla. E la «bastardata» di ieri mi pare sia la conferma di quanto ho sostenuto.
Ripeto: il Parlamento deve fare le leggi, nel caso specifico leggi spudoratamente e sfacciatamente dalla parte delle donne.
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Secondo i giudici ha ammazzato la moglie, incinta di 8 mesi, e 20 giorni dopo ha regalato questa raffinata torta al suocero. Per sdrammatizzare.
La corte d’Assise di Siracusa ha appena condannato all’ergastolo Christian Leonardi per l’omicidio di Eligia Ardita.
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Due auto sfrecciano nella notte a Pozzuoli. Gli uomini a bordo hanno 21 anni, uno ha la ragazza accanto. Giocano a chi ce l’ha più grosso, a chi arriva prima.
Corsa clandestina di auto, la chiamano sui giornali.
Uno dei due prende in pieno un motorino. Sopra c’era un uomo di 62 anni, faceva il netturbino e come ogni notte andava a lavorare. È morto.
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LE NOTIZIE

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( articolo pubblicato su Panorama ) «C’è una evidente presenza di stranieri superiore agli italiani sulle scene del crimine» ammette con prudenza Anna Italia, ricercatrice del Censis. «Ma nella maggior parte dei casi si tratta di irregolari, perché chi sta in Italia da tempo è portato a non delinquere». Se…

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Tra i bambini sordociechi alla Lega del filo d’oro

  (Articolo pubblicato su Panorama, foto di Franco Origlia)   Per arrivare a Osimo ti lasci Ancona alle spalle, guidi per una ventina di minuti e sei immerso in un paesaggio incantato. Attraversi campagne, colline e di colpo ti ritrovi sopra un piedistallo, sospeso tra il mare da una parte…

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Lo strano caso dei leasing a prezzi di saldo – La mia inchiesta di Ottobre su Panorama

Prima un’interrogazione parlamentare. Poi alcuni dettagliatissimi esposti. Che accusano la Ubi banca di avere acquistato uno yacht e un jet, e di averli ceduti a prezzi molto più bassi del loro effettivo valore. Così oggi tre procure indagano su una serie di operazioni e su un sospetto intreccio di nomi e di società. Ma anche la Banca d’Italia apre un’ispezione. Che accerta «comportamenti illegittimi», controlli lacunosi e «potenziali conflitti d’interesse»….

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