Miliardari d’Italia – chi sono, quanto guadagnano

Il re della moda, il top manager, il grande esportatore di divani. Dietro a loro il gotha dell’ imprenditoria, calciatori, tycoon di provincia, illustri sconosciuti. E’ l’ ultima fotografia, tratta dalle denunce dei redditi 1999, di un Paese sempre più ricco. E sorprendente.

Chissà se Ottaviano Del Turco gli ha fatto una telefonata: “Signor Giorgio Armani, anome dello Stato la ringrazio sentitamente”. Encomio giustificato. Almeno lui, il redella moda, non ha costretto il ministro delle Finanze, pur di recuperare qualchemiliardo di tasse, a una trattativa estenuante e a una pace siglata sotto iriflettori. Già, il caso di Luciano Pavarotti deve essere tornato in mente a DelTurco, quando sul suo tavolo è piombata la dichiarazione dei redditi di Armani. Niente residenze a Monte Carlo, niente bare fiscali, niente giochetti: 321 miliardi e passadenunciati sull’ unghia. Et voilà, ecco il sessantaseienne stilista piacentino (ma dasempre residente a Milano) balzare d’ un colpo al primo posto nella classifica dei piùricchi d’ Italia. O meglio, di quelli che dichiarano di più al fisco.

Armani primo, Cesare Romiti secondo (staccatissimo), Pasquale Natuzzi terzo (a sua volta a grande distanza). Sono i tre Paperoni che finiscono sul podio nella graduatoria dei maggiori contribuenti nostrani. Si sta parlando dell’ imponibile personale, dei modelli dellaclassica, nota, famigerata Irpef presentati nel 1999 e riferiti al 1998. Un anno incui l’ Irpef ha comportato 212 mila 544 miliardi di gettito, con una crescita del 9,4per cento (18 mila miliardi) rispetto al ‘ 97.

I tre match winner fanno parte di una élite di quasi 4 mila cittadini, precisamente 3.919, che possono vantare guadagni anove zeri, cioè oltre il miliardo. Panorama ha passato in rassegna a uno a uno i nomiriportati nei tabulati del ministero, li ha divisi per regione, in definitiva ha stesouna sorta di mappa della ricchezza. Per i primi cento nomi (tabella qui sopra) viene indicata anche l’ attività svolta. Obiettivo: aiutare i lettori a capire l’ origine delle superentrate.

Certo, la fotografia che ne esce è parziale. Perché le denunce deiredditi, in Italia, sono indicative dell’onestà individuale ma rimangono lontane dal rispecchiare il vero peso dei portafogli. L’ evasione continua a essere una spina nelfianco per ogni governo. Vincenzo Visco, quando ancora era ministro delle Finanze, ha accennato addirittura a 1 milione 400 mila possibili evasori totali, cioè completamente sconosciuti al fisco. Risultato: spesso appare ricco o ricchissimo esclusivamente chi non ha la possibilità di nascondere nulla. Fatte le debite precisazioni, la lista di cui Panorama è entrato in possesso (e che il garante della privacy ha autorizzato a rendere pubblica) resta di assoluto interesse: per i nomi presenti e assenti; per le cifre, sorprendenti tanto al rialzo quanto al ribasso; per l’ affollamento di calciatori ai piani alti; infine, per l’ incredibile quantità di contribuenti pressoché sconosciuti al grande pubblico.

Medaglia d’ oro, dunque, ad Armani. Che i suoi 321 miliardi fossero tanti lo sapeva, eccome. Alla faccia del bassoprofilo sbandierato in passato, quando sosteneva: “Io ho un buon patrimonio, ma essere veramente ricco è un altro mestiere”. Probabile, invece, che lo stilista si sia un po’stupito nel vedere i nomi del gotha imprenditoriale a distanza siderale. Ma come si spiega una simile cifra? Il gruppo da lui guidato oggi fattura 1.680 miliardi e ne produce 212 di utile netto. “Per 25 anni” spiegano i suoi più stretti collaboratori”Armani ha sempre lasciato i guadagni all’ interno della società”. Come dire che,nonostante possegga il 100 per cento delle azioni, non ha mai incassato i profitti,preferendo reinvestirli. “Nel 1998” continuano i manager dell’ azienda “ha prelevato quello che in sostanza rappresenta il frutto di una vita di lavoro”. La ragione?Rigorosamente top secret. Quei 321 miliardi costituiscono quindi un evento eccezionale. Tanto che alla Armani spa sono pronti a scommettere: “Il signor Giorgio nei prossimi anni comparirà in una posizione di classifica ben diversa”.

Un evento eccezionale è all’ origine anche dei 153 miliardi dichiarati da Romiti. L’ attualepresidente della Rcs ha beneficiato di un “premio speciale” di 105 miliardi incontanti che il consiglio d’ amministrazione Fiat del 30 gennaio 1998 ha deciso diconferirgli al momento dell’ addio alla casa di Torino. Motivazione: “Dimostrare in modo significativo il riconoscimento per la lunga e altamente proficua opera dedicataalla società”. Diverso il discorso per quanto riguarda Natuzzi. L’ azienda di Santeramo in Colle (Bari), fondata nel 1959 e dal 1993 quotata al New York stockexchange, va a gonfie vele: nel 1999 ha fatturato quasi 1.100 miliardi, con 160 diutile netto. I dipendenti sono 3.500. Natuzzi, 60 anni, esporta il 90 per cento deisuoi divani in 144 paesi del mondo. I 66 miliardi di imponibile? Da Santeramo nessuncommento, solo una precisazione: “I guadagni del 1998 ammontavano a 42 miliardi. Pergli altri 24 si trattava di crediti d’ imposta degli anni precedenti”.

Fin qui il podio. Andando a spulciare fra i 3.919 Paperoni sono tante, comunque, le curiosità chebalzano agli occhi. Al quarto posto assoluto, per esempio, figura il campano DavideCincotti, che ha fatto una fortuna con gli imballaggi plastici. Al quinto, FrancescoLonati, seguito nelle posizioni successive da tutti gli altri maschi appartenenti allasolida dinastia bresciana della meccanica fine. Al sesto, Marco Tronchetti Provera, forte di una stock option di 30 miliardi incassata per il risanamento della Pirelli. All’ undicesimo, Gianfranco Troielli, ex amico intimo di Bettino Craxi, nonchésuperinquisito per Mani pulite e latitante fino al 1997. L’ anno successivo Troielli ha risolto il rapporto con Ina-Assitalia (congelato durante il periodo della fuga all’estero), di cui era agente generale a Milano: i 21 miliardi confessati al fisco rappresentano perciò la sua liquidazione. Interessante è il confronto tra l’ ultimagraduatoria di Forbes, riferita agli uomini più ricchi del pianeta, e l’autocertificazione Irpef del reddito annuo (che, va ricordato, è relativa al 1998).

Bene, Silvio Berlusconi, che secondo la rivista americana vanta un patrimonio familiare di 27 mila miliardi, corrispondente al 14  posto a livello mondiale,dichiara 14 miliardi, che in Italia gli valgono la 17  piazza. Giovanni Agnelli, una ricchezza stimata in 10 mila miliardi, a livello di imponibile è appena 69  con 6miliardi e mezzo. I Benetton (9 mila miliardi) si collocano rispettivamente: Gilberto552 , Luciano 696 , Giuliana 719   e Carlo 1.303  con guadagni da 2 miliardi e mezzo a1 miliardo 600 milioni. Quanto a Leonardo Del Vecchio, leader indiscusso degliocchiali, a fronte di un patrimonio di 11 mila miliardi, si mette in tasca poco più di1 miliardo e mezzo, 1.548  rango assoluto.

Al di fuori della classifica dei primi cento, sono tante le facce note, attive nei più svariati settori. Per l’ industria ela finanza, Carlo De Benedetti dichiara 2 miliardi 335 milioni, Roberto Colaninno, ilconquistatore di Olivetti e Telecom, 2 miliardi 781 milioni; Franco Tatò, capo dell’Enel, 1 miliardo 325 milioni; Vincenzo Maranghi, che con la sua Mediobanca di soldi nevede passare parecchi, 1 miliardo 365 milioni; Guido Barilla, 1 miliardo 556 milioni,superato dal concorrente e concittadino Calisto Tanzi, patron della Parmalat, con 1 miliardo 624 milioni; Antonio Fazio, governatore della Banca d’ Italia, 1 miliardo 149milioni. Ronaldo, con 14 miliardi 595 milioni, fa da battistrada alla nutrita schiera dei calciatori, seguito da Roberto Baggio, primo italiano (8 miliardi 996 milioni), mentre Giovanni Trapattoni (all’ epoca allenatore della Fiorentina) guadagna 1miliardo 136 milioni.

Quanto ai presidenti delle società calcistiche, in testa risulta Massimo Moratti (portafoglio da petroliere, cuore interista) con 4 miliardi 778milioni, mentre il laziale Sergio Cragnotti (proprietario del gruppo Cirio) si ferma a1 miliardo 871 milioni. Maurizio Costanzo è il primo giornalista in graduatoria (4miliardi 666 milioni, cui si aggiungono i 2 miliardi 749 milioni della moglie Maria DeFilippi); più indietro, Enzo Biagi (3 miliardi 393 milioni). Riccardo Muti confessa 1miliardo 620 milioni, Umberto Eco 2 miliardi 837 milioni; Alberto Tomba, già nei guaiper evasione fiscale, 2 miliardi 257 milioni. Insomma, ce n’ è per tutti i gusti.Anche per chi volesse soffermarsi sulle assenze eccellenti. Quella, per esempio, diFranco Sensi, presidente della Roma, proveniente da una potente famiglia marchigianadi petrolieri ed editori. Mancano, inoltre, gli ultimi tre presidenti dellaConfindustria, Luigi Abete, Giorgio Fossa e Antonio D’Amato, tutti alla guida diaziende di dimensioni non eccezionali, che probabilmente non consentono larghi marginidi profitto individuale. Ma grandi assenti, nel club dei 9 zeri, sono pure i politici. Le eccezioni (Berlusconi a parte) sono rappresentate dal medico-ministro della Sanità Umberto Veronesi (1 miliardo 521 milioni) e dal capo della Farnesina Lamberto Dini (1miliardo 11 milioni). Tra loro, l’ avvocato di Rifondazione ed ex presidente dellacommissione Giustizia della Camera Giuliano Pisapia (1 miliardo 357 milioni). Al 3.919posto c’ è l’ ex ministro dei Trasporti diessino Claudio Burlando. Quanta sfortuna,persino davanti al fisco: è l’ ultimo dei miliardari.

NORD ITALIA RICCO DI SORPRESE

Valle d’ Aosta Pensate a Sarre, 2.500 anime. Bene, con tre miliardari èprobabilmente il paese con il più alto tasso di Paperoni d’ Italia. Il primo è MarinoAlessio Barmaverain (2 miliardi 420 milioni), imprenditore nel settore dei laterizi,seguito da Piero Bal (2 miliardi 320 milioni), ingegnere nonché amministratore innumerosi enti regionali, e dal calciatore Luca Antonino Mezzano (1 miliardo 216milioni). Fra loro, l’ imprenditore aostano Mario Zilio (import-export, 1 miliardo 305milioni).

Piemonte Con 20 miliardi 971 milioni dichiarati, Ernesto Guala, titolaredelle Industrie Borla, specializzate in forniture ospedaliere, stabilimenti aMoncalieri, nel Varesotto, in provincia di Bergamo e a Lecco, si è messo alle spalleil gotha dell’ imprenditoria piemontese, Giovanni Agnelli compreso (solamente decimonella classifica regionale). A tenergli testa sono un paio di avvocati del calibro diFranzo Grande Stevens (15 miliardi 163 milioni) e Vittorio Chiusano (9 miliardi 949milioni), e soprattutto Francesco e Carlo Miroglio (oltre 13 miliardi a testa),industriali tessili di Alba, provincia di Cuneo.

Liguria E’ un avvocato il numero unodei Paperoni liguri. Docente di diritto commerciale a Genova e consulente giuridicoper le più importanti privatizzazioni italiane, Franco Nicola Bonelli ha dichiarato redditi per 11 miliardi 814 milioni. Il 1998 è stato un anno clou per la Grandi naviveloci dell’ armatore Aldo Grimaldi: quotazione in borsa e reddito personale di 6miliardi 583 milioni. Roberto Mancini (5 miliardi 823 milioni) guida la pattugliadegli sportivi, tra i quali figurano Sinisa Mihajlovic (5 miliardi 136 milioni),Maurizio Ganz (3 miliardi 861 milioni) e l’ allenatore Sven Goran Eriksson (3 miliardi190 milioni). In mezzo, il comico Beppe Grillo, con 3 miliardi 377 milioni.

Lombardia Dieci miliardari nei primi 20 posti della classifica nazionale: la Lombardia siconferma la regione più ricca d’ Italia. Ci sono Giorgio Armani e Santo Versace,Silvio Berlusconi e Marco Tronchetti Provera. Ma anche dinastie imprenditoriali comequella del mantovano Steno Marcegaglia (14 miliardi 613 milioni) o dei brescianiFrancesco, Ettore, Fausto e Tiberio Lonati (redditi da 44 miliardi 298 milioni a 13miliardi 34 milioni), alla guida di un piccolo impero meccanico, tra l’ altro leadermondiali nelle apparecchiature per la produzione di calze. Quanto alla gloriosaindustria tessile, i nuovi re si chiamano Lino Faccincani da Desenzano sul Garda (23miliardi 427 milioni) e Giuseppe Colnaghi, di Milano (14 miliardi 293 milioni).

Trentino Alto Adige Christof Oberrauch, imprenditore dell’ abbigliamento sportivo,conosciuto come “il re del loden”, con i suoi 6 miliardi 965 milioni guida l’agguerrita pattuglia di atesini ai primi posti nella classifica regionale dei redditi.Il primo trentino è Eleuterio Arcese (2 miliardi 194 milioni), autotrasportatore con1.500 camion e 3 mila dipendenti. Lo precedono, però, altri tre bolzanini: l’architetto Giovanni Giorgio Prey (3 miliardi 814 milioni), l’ imprenditore GiuseppeHofer (2 miliardi 985 milioni) e il notaio Ida Tratter (2 miliardi 231 milioni).

Veneto I Benetton e i Del Vecchio? Stracciati. Giovanni Cinel, 71 anni, ex contadinodi Soragna, frazione di Castelfranco Veneto (Tv), imprenditore meccanico sconosciutoai più, può andare fiero dei 27 e passa miliardi denunciati al fisco. Dietro di lui,un altro self-made man, Francesco Visentini, 75 anni, da Rosolina (Ro), un piccoloimpero nei trasporti fluviali e marittimi che gli ha reso 23 miliardi 581 milioni.Seguono il banchiere Ennio Doris (21 miliardi 116 milioni, superato di un paio dimiliardi da sua moglie Lina Tombolato), Ivano Beggio della Aprilia (16 miliardi 423milioni) e Roberto Signoretto (11 miliardi 996 milioni), leader europeo nellafabbricazione di scanner per la lettura dei codici a barre stampigliati sulle merci.

Emilia Romagna E’ il materasso il primo contribuente dell’ Emilia Romagna. La Eminflexdi Budrio (Bo) fa dormire sonni a nove cifre a Giacomo Commendatore, 35 anni, in testaalla classifica regionale dei redditi con 9 miliardi 228 milioni, FrancescoCommendatore (8 miliardi 411 milioni) e Rita Michelina Barone (8 miliardi 30 milioni).Settori diversi ma fortune simili, a Parma, per Umberto Aiassa (8 miliardi 735milioni), impegnato nell’ hi-tech, e Daniela Richetti (6 miliardi 481 milioni), leaderdelle ceramiche. Seguono il modenese Luigi Fezzi (imprenditore chimico, 6 miliardi 410milioni) e il produttore di motori Giorgio Minarelli  (6 miliardi 57 milioni).

FriuliVenezia Giulia Non è più sinonimo di elettrodomestici, ma Gianfranco Zoppas daFontanafredda (Pn), 54 anni, con 6 miliardi 707 milioni denunciati, continua a essereil re del Friuli Venezia Giulia. Il suo gruppo (che spazia dall’ automazione meccanicaalla pelletteria) fattura un migliaio di miliardi e conta 3 mila dipendenti. Dietro aZoppas spuntano i nomi di Amilcare Berti (3 miliardi 487 milioni), ex managerOlivetti, oggi specialista in rilanci di aziende in crisi, e di Gianfranco Gutty (3miliardi 357 milioni), amministratore delegato delle Generali. Da segnalare ai primissimi posti Roberto (3 miliardi 116 milioni), Clara e Paola Romanello,industriali della carta.

CENTRO ITALIA DINASTIE E NEW ENTRY

Toscana Ai più è un nome che dice poco. Eppure Giuliano Sostegni, imprenditore meccanico di Sesto Fiorentino specializzato nella costruzione di apparecchiature per il tessile, con 8 miliardi 759milioni guida indiscusso la classifica dei Paperoni toscani. Lo seguono il conteNiccolò Branca (8 miliardi 653 milioni), della omonima casa di liquori, proprietariotra l’ altro di una tenuta nel Chianti, e Marco Pacini (6 miliardi 578 milioni), erededi una dinastia tessile entrata nella storia di Prato. In classifica figurano anche l’allenatore Marcello Lippi (5 miliardi 872 milioni) e il regista Leonardo Pieraccioni(3 miliardi 876 milioni). Curiosa la storia del finanziere Werner Ernst Wilhelm:sbarcato dalla Germania alle colline senesi una ventina di anni fa, ha fatto fortuna con le attività alberghiere e agrituristiche fino a guadagnare 3 miliardi 759 milioni.

Umbria Sono stati tra i primi, in Italia, a cavalcare il boom della grandedistribuzione. I risultati si vedono: Romeo e Nedda Conti, di Terni, con i rispettivi4 miliardi 916 milioni e 4 miliardi 886 milioni, sono oggi i più ricchi dell’ Umbria.Proprio grazie alla loro catena di grandi magazzini. Chi invece ha fatto fortuna conla vecchia vocazione regionale dell’ acciaio è l’ imprenditore Gianfranco Natali di Umbertide (Pg), che ha dichiarato un reddito di 2 miliardi 522 milioni.

Lazio Niente calciatori, sebbene Lazio e Roma siano tra le società più munifiche d’ Italia, e moltiPaperoni semisconosciuti. La classifica dei maggiori contribuenti del Lazio presentanei primi dieci posti solo tre nomi celebri: il presidente Rcs Cesare Romiti, l’ expresidente della Banca di Roma Pellegrino Capaldo (6 miliardi 778 milioni), l’amministrativista (ed ex ministro) Giuseppe Guarino (6 miliardi 89 milioni). Quantoagli altri, esponenti dell’ hi-tech alla Giovanni D’ Attoma (7 miliardi 528 milioni),convivono con vecchie famiglie di costruttori come quella di Adele De Feo (7 miliardi670 milioni) o di Francesco Gianni (6 miliardi 836 milioni). Ai primi posti anchecommercianti della moda giovane come Vittorio Hassan (7 miliardi 407 milioni) eprofessionisti titolari di grandi studi sul modello di Nicola Picardi (6 miliardi 30milioni) e Michele Carpinelli (5 miliardi 829 milioni).

Marche Vittorio Merloni,principe degli elettrodomestici, nonostante i 5 miliardi 396 milioni denunciati, devecedere lo scettro di primo contribuente della regione. A scavalcarlo, con 5 miliardi917 milioni, è il pesarese Oddo Bucci, presidente della Soget, potente e ramificatasocietà di trasporti pubblici. Nella graduatoria regionale seguono Fernando Vico (4miliardi 243 milioni), imprenditore calzaturiero di Morrovalle (Mc), il costruttore diFano (Ps) Alfredo Lungarini (3 miliardi 975 milioni), Franca Oliveri e Umberto DeAngelis, della Ecobit, società hi-tech (rispettivamente 3 miliardi 117 milioni e 3miliardi 107 milioni). Valter ed Elvino Scavolini hanno entrambi denunciato più di 2miliardi 700 milioni.

Abruzzo La ricchezza made in Abruzzo ha un grande cognome: DeCecco. Quella degli imprenditori legati al marchio della pasta è una vera dinastia. Idue amministratori sono Saturnino (6 miliardi 971 milioni) e Giuseppe Aristide (3miliardi 670 milioni). Altri quattro De Cecco, due maschi e due femmine, figurano aiprimissimi posti della classifica regionale dei redditi, con denunce fra i 2 e i 3miliardi. De Cecco a parte, in graduatoria compaiono Natale Irti (avvocato, ex managerpubblico, 3 miliardi 837 milioni) e Fernando Tonelli (3 miliardi 564 milioni), che fabbrica accessori per ciclomotori.

Molise A Isernia le dichiarazioni miliardarie passano quasi tutte per una società: la It Holding di Tonino Perna (1 miliardo 751milioni), presidente di un gruppo che spazia dall’ abbigliamento agli occhiali e chetra l’ altro produce accessori per le maggiori griffe italiane. Con Perna hanno fattofortuna Antonio Arcaro, diventato un manager da 1 miliardo e 421 milioni, e GiancarloDi Risio (1 miliardo 413 milioni), responsabile commerciale del gruppo. L’ ultimomiliardario molisano è il radiologo Domenico Potito (1 miliardo 318 milioni).

SUD E ISOLE DIVANI E BUONA SALUTE

Campania A forza di produrre imballaggi in plastica è diventato il più ricco della Campania e il quarto d’ Italia: Davide Cincotti, di Battipaglia, ha dichiarato un reddito di 45 miliardi 889 milioni. Tutti gli altrinavigano su cifre ben al di sotto. E’ il caso dell’ avellinese Guido Cianciulli (3miliardi 761 milioni), leader di una società che produce software per la gestioneaziendale, e del napoletano Carmine Petrone (3 miliardi 108 milioni), proprietario ditre farmacie. Filippo Tangari, a capo di due case di cura private, ha denunciato unreddito di 2 miliardi 889 milioni. Guido Grimaldi, armatore della Grimaldi group, 3miliardi 71 milioni. I calciatori più ricchi sono Ciro Ferrara (5 miliardi 587milioni), Claudio Bellucci (3 miliardi 362 milioni) e Fabio Cannavaro (2 miliardi 797milioni).

Sardegna L’ editore Nicola Grauso (3 miliardi 895 milioni) svetta, seguitoda tre calciatori: Salvatore Fresi (2 miliardi 567 milioni), Giuseppe Pancaro (2miliardi 283 milioni) e Airton Luis Oliveira (2 miliardi 58 milioni). Gli altri imprenditori nella graduatoria sarda delle denunce dei redditi sono Maria GraziaBassetti di Sassari (impianti di sollevamento, 1 miliardo 725 milioni) e FrancoGiuseppe Ruggeri, costruttore di Macomer (Nu), 1 miliardo 428 milioni, preceduti dalnotaio sassarese Vincenzo Lojacono (1 miliardo 838 milioni).

Sicilia Persino nella sua provincia, Catania, lo conoscono in pochi. Eppure, Salvatore Raffa è il più riccodella Sicilia (5 miliardi 164 milioni producendo impianti di illuminazione pubblica).A Valderice (Tp) domina il cognome Mucaria: Vincenzo (5 miliardi 37 milioni), Filippo(3 miliardi 17 milioni) e Salvatore (2 miliardi 852 milioni), grazie alle attrezzatureper ospedali. Ai primi posti figurano anche Pippo Baudo (4 miliardi 354 milioni) e ilregista Michele Guardì (3 miliardi 838 milioni). Antonio Ardizzone, editore-direttoredel Giornale di Sicilia, ha 2 miliardi 510 milioni di buoni motivi per continuare adedicarsi alla sua grande passione: il tennis.

Puglia Altro che new economy.  A tirarecome un treno, in Puglia, sono i divani. Così, dietro a Pasquale Natuzzi (ma inclassifica figurano anche le figlie Annunziata e Anna Maria) compaiono i due leader della concorrente Soft Line, più di 200 miliardi di fatturato: Carlo Zambetta, schivouomo di produzione, e Modesto Scagliusi, fresco vincitore del premio Imprenditoredell’ anno (6 miliardi 400 milioni l’ uno). Seguono due calciatori: Francesco Moriero(5 miliardi 462 milioni) e Antonio Conte (4 miliardi 123 milioni). Il soloimprenditore che non si occupi di divani in graduatoria è Vincenzo Barba (3 miliardi388 milioni), concessionario delle forniture di gasolio per le imbarcazioni aGallipoli. Basilicata Nella regione con il più basso numero di dichiarazionimiliardarie (due), il vero business è quello della fisioterapia. I potentini Michele Silletti (1 miliardo 69 milioni), una grande passione del modellismo, e Lucio Caivano(1 miliardo 4 milioni) sono entrambi titolari di due grossi centri che effettuanoprestazioni private o convenzionate con strutture pubbliche.

Calabria Discende dallafamiglia storicamente più ricca di Reggio Calabria. Così, con 3 miliardi 581 milionidenunciati al fisco, Fiammetta Ramirez è in cima alla lista dei miliardari calabresi.Più in alto di Rosina Rao (1 miliardo 923 milioni), che a Mendicino (Cs) ha creato unaclinica specializzata nella riabilitazione motoria. Il predominio femminile prosegue con Patrizia (1 miliardo 544 milioni) e Ileana Sposati (1 miliardo 470 milioni), ancheloro attive nella sanità privata. Gli uomini salvano l’ onore con l’ ultrasettantenneSalvatore Vittorio Cristofaro (acque minerali, 1 miliardo 515 milioni), e con LuigiSaraceni (1 miliardo 223 milioni), avvocato di Castrovillari.

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12 risposte a Miliardari d’Italia – chi sono, quanto guadagnano

  1. sara scrive:

    …senza parole!e ci sono persone che annaspano per vivere con semplicità la giornata

  2. Erica scrive:

    Scusa Sara ma il tuo è un commento banalissimo e scontato….è chiaro che purtroppo le persone povere ci sono e forse ci saranno sempre. Ma se uno diventa miliardario per propri meriti e capacità, perchè ci ha saputo fare più degli altri, non vedo dove sta il problema. A me fanno schifo i politici che usano denaro pubblico per i propri comodi e non per fare il loro lavoro ( cioè LA POLITICA DEL PAESE ). Ma è ben diverso una persona che si è fatta da sè. Le nuove generazioni invece di lamentarsi sempre devono imparare che nulla al mondo viene regalato e si conquista facilmente, che se si vuole riuscire nella vita bisogna smetterla di piangersi addosso e reagire, essere dinamici, intraprendenti e, perchè no, anche un pò ribelli e sfacciati perchè è questo che vi condurrà al successo economico.

  3. Hector Babilonia scrive:

    Ricerca storia e araldica dei cognomi Babilonia

  4. Barbara scrive:

    uno oggi non di diventa miliardari se si è onesti, anzi se sei onesto neanche lavori, poi stranamente io ho fatto la ricerca della classifica degli evasori totali italiani distribuita per regioni, e mi è uscito questo.
    Altra cosa, sta gente, diciamo per merito, o per meriti diversi dal titpo di lavoro che fanno, non lo so precisamente di questi qui sopra ma conosco troppi ambienti per salvarne uno, come si dice a Roma… è un vecchio detto … ammazza ammmazza so tutti ‘na razza… e i vecchi detti, hanno sempre, un motivo più che valido di esistere, e si adattano sempre dal 1876 al 2013, vanno sempre bene, interessante la saggezza popolare di un tempo, oggi per carità popolo uguale automa riprogrammato dalle televisioni e disalfabetizzato, ecc
    volevo dire altro, i suddetti hanno soldi per vivere 10, 20, 30, 40, 50 vite da ricchissimi, se fossi io così, aiuterei e tanto chi veramente ha bisogno, e non è una banale michiata, visto che anche da morta di fame aiuto sempre tutti, e non sono santa, porto solo un esempio che mi ha fatto piacere ancora di più il gran genio di King, beh lui ha chiesto ufficialmente di pagare più tasse, perchè reputava che col patrimonio che aveva pagasse veramente troppo poco, imparate gente, imparate, alui non si è scalfita neanche un unghia, a qualcuno cambia la vita, noi siamo pieni di avari, bla bla bla, non solo avari, arraffoni, non potrebbero alcun i diventare poveri neanc he se volessero ma guai se chiedono loro 50 euro in più, oh questa cosa è gravem io non sono credente, atea troppo, nata così, ma leggo tutto, e in questi casi ricorcodo sempre, una storia, chiamata parabola, raccontata da un uomo rivoluzionario per il suo tempo, e tanto rivoluzionario, nel giusto, ma toglietevi dalla testa l’immagine dello scemotto visopallido che sta li fermo a dare benedizioni, era UN uomo di azione oltre che di verbo, e per far capire le cose al popolo raccontava queste parabole, ricordate quella dell’elemosina fatta dalla povera vecchina, e dal ricco???!!! beh andatevela a rileggefre insieme a tante altre, paperoni unitevi e raccogliete i fondi per risanare il debito italiano, e per sapedire in Siberia con veto a tornare ricicicciare come i funghi a tutti i nuovi e vecchi e vecchissimi politici, in Siberia a vita, e non chiamassero Putin ; ) paperoni pensateci voi
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