Ultimo tango a Cinisello

C’ è il medico che, quando ha finito con i pazienti, trasforma il suo studio in un seta luci rosse. Oppure il dj con il sogno di entrare nel mondo dello spettacolo. Maanche chi non ce la fa più, tanto che ora ha mollato tutto. “Panorama” si è”infiltrato” nel mondo del porno fatto in casa e ha scoperto un grande business. Chenon si fonda sul denaro. In un mese, fra uomini e donne, faccio una ventina diprovini. Ma molti non tornano. E’ una cosa sporca. Quando ho finito continuo a lavarmi, poi torno a casa e abbraccio mia figlia

E’ tesa, le tremano le gambe, la paura le stringe lo stomaco. Ogni volta che il medicola visita il suo volto diventa bianco, candido come il camice dell’ uomo che ha difronte. E’ stesa sul lettino, gli sguardi si incrociano, gli occhi di lei lo scrutano:”Oddio, no, non può essere lui”. La mente vola a casa, all’ ultima trovata del marito di due sere fa: la videocassetta porno. C’ è una strana somiglianza tra il protagonista del film e il medico. E’ turbata. Lo sguardo cade sul tatuaggio: non puòtrattarsi di una coincidenza. La curiosità è tanta, glielo chiede. Lui prima glissapoi ribatte: “Sì, sono io, che c’ è di male?”. E lei, con la faccia rossa: “Niente,anzi è molto bravo, complimenti”. Prima o poi qualcuno doveva smascherarlo. Ma non perquesto ha smesso, anzi. Giuseppe (il suo e tutti i nomi riportati in questo articolosono di fantasia), medico di Sesto S. Giovanni, alle porte di Milano, un paio di voltea settimana si toglie il camice e (s)veste i panni di attore di film per adulti. Nonva alla ricerca di una seconda professione, né tantomeno insegue sogni di gloriacinematografica. La motivazione è più semplice: “Pura libidine, desiderio di sessosfrenato in tutte le sue varianti”. E il suo non è un caso isolato.

L’ ultimatrasgressione in tema di erotismo è quella di fare l’ amore davanti a una telecamera con tanto di troupe. Sì, un vero set a luci rosse. Panorama è entrato in questo mondoe si è posto dietro le telecamere. Il risultato? Lo stereotipo di un ambiente popolatosolo da tossicodipendenti, prostitute e “papponi” sta finendo. Oggi davanti allecineprese (prima) e sugli scaffali dei sexyshop (poi) ci sono anche liberiprofessionisti, pensionati, infermiere. C’ è il vicino di scrivania in ufficio, l’impiegata in banca, la casalinga dello stesso pianerottolo. Una villa, unappartamento, ma anche una sola stanza sono sufficienti per girare le cinque scene chein media compongono un film. Due professionisti (1 milione per le donne, la metà pergli uomini), più sette attori della domenica scritturati attraverso annunci suigiornali (400 mila lire per le donne più brave, 150 mila per gli uomini) e il cast èfatto. Con loro, una troupe composta da operatore, regista, truccatore e fotografo,per un costo complessivo di produzione che in genere non supera i 10 milioni. Se ilrisultato del lavoro è buono, il film venderà circa 500 copie a un prezzo medio di 50mila lire. Insomma, una videocassetta pornografica non cambia il tenore di vita. Lo sabene anche chi, letto l’ annuncio per aspiranti attori hard, alza la cornetta deltelefono e compone il fatidico numero. “In un mese, tra uomini e donne, faccio unaventina di provini” spiega Eugenio De Lorenzi, di Alto Amaranto, casa di produzionecinematografica specializzata in hard core amatoriale. “La cosa più difficile ètrovare un uomo bravo, con le qualità che il ruolo richiede: consistenza, durata,padronanza assoluta del corpo. C’ è chi non funziona per l’ emozione, chi èeccitatissimo ma non riesce a tenere la scena per più di 12 secondi e chi ci prendegusto e vorrebbe andare avanti per due ore e mezzo. Gli attori di qualità, quando iodico “fine”, concludono in 30 secondi”. Diversi sono i problemi, le motivazioni e lepaure delle donne. “Nel primo incontro spiego tutto in ogni particolare. L’ impatto èforte: il 90 per cento delle ragazze non torna e chi lo fa mi dice che non ha dormitotutta la notte” sostiene De Lorenzi. “In tante mi chiedono se reciteranno con unamaschera, o se il video sarà distribuito solo in Giappone. Insomma, hanno solo pauradi essere riconosciute. Non dicono no per questioni di principio: mancano solo dicoraggio. E spesso se ne escono con le richieste più assurde: accettano di recitaresenza mascherina ma mi chiedono di non riprendere il tatuaggio alla caviglia”. Sianegli uomini che nelle donne, comunque, la componente fondamentale, pur con qualcheeccezione, è l’ esibizionismo, la libidine di pensare che qualcuno li guarderà sulvideoregistratore di casa. Ma il gioco è destinato a durare poco, il tempo necessarioperché l’ iniziale trasgressione si trasformi in routine. A quel punto tutto scade insemplice prestazione, che diviene sempre più faticosa e stressante. In ogni caso isoldi hanno un ruolo marginale, anche perché gli ingaggi non sono propriohollywoodiani. “E come faccio a pagare di più chi è alle prime armi?” sbuffa Eugenio.”I professionisti mi danno molte più garanzie: posizioni azzeccate, sospiri credibili,eiaculazione a comando. Non corro il rischio di restare tre ore a girare la stessascena”.

Non che sia facile. I primi passi, specie per gli uomini, rischiano di essere un disastro. Giuseppe, il medico di Sesto S. Giovanni, separato e padre di due figli,da piccolo leggeva riviste porno e aveva il sogno di fare un film. Ma l’ impatto conla telecamera è stato drammatico. “Da una vita aspettavo quel momento: finalmente erolì, con una bellissima donna di fronte, e cosa mi succede? Non riesco ad avere un’erezione. Sono tornato a casa in preda a una crisi depressiva. A distanza di unasettimana ho riprovato. Nulla, di nuovo buca. Che rabbia, il sogno dell’ infanzia chesvaniva e io a ripetermi: nella vita ho sbagliato tutto”. Ma non c’ è due senza tre.”E la terza volta è andato tutto a meraviglia: da quel momento è stata un’ escalationcontinua”. Tutto bene, dunque? Non proprio: certi nodi vengono al pettine quando sista con la persona che si ama, specie se lei è all’ oscuro di tutto. “Glielo dirò,adesso ho paura di perderla, la frequento da poco” dice Giuseppe. “Quando siamo aletto ho qualche problema. La mia libido è deviata. Lei vorrebbe un po’  più difantasia ma non ci riesco: quando si va oltre mi scatta l’ immagine dell’ attrice harde mi blocco”. Una paziente l’ ha riconosciuto, ma gli è andata bene. La stessa storiaè successa con un’ altra e gli è andata meglio: “Siamo finiti a letto”. Ma,continuando di questo passo, Giuseppe rischia di farsi sfuggire di mano la situazione:”Ho diversi clienti e se mi scoprono è finita”. Qualche collega comincia a nutriresospetti e i figli sono in età da curiosità sessuale. Se una cassetta finisse nel lorovideoregistratore e sullo schermo apparisse il papà “come nonna l’ ha fatto”? “Direila verità: è la cosa migliore. Spero non intacchi il loro amore verso di me. Credo diessere comunque un buon padre”. Non si pone alcun problema, né tantomeno ha paura diessere scoperta, Yolanda, 45 anni, di Vimercate, in provincia di Milano, madre di duefigli. “Sono una grande esibizionista: mi piace fare sesso a volontà” taglia corto ladonna. “Ho un debole per i ragazzi più giovani. La notte scorsa sono stata in un privée ho fatto il pieno di sesso. Siamo andati avanti fino alle 4 del mattino”. E raccontauna serie di avventure da manuale: “In metropolitana con un signore distinto, inlibreria, nel bagno di un bar”.

Motivazioni diverse spingono Pierre, ventisettenne di Cinisello, vicino Milano, professione dj. “Voglio entrare nel mondo dello spettacolo ese questo è un modo per iniziare mi sta bene” dice con sicurezza. “Tutti prima o poiscendono a compromessi”. Idee chiare e un sogno nel cassetto: “Diventare un nuovoPag 3Stampato il 12-04-2011 14:55:18Arnoldo Mondadori Editore – BANCA DATI MONDADORIFiorello”. Ma la scalata al successo, in ogni campo, prevede una lunga gavetta. E inattesa di presentare un giorno il Festivalbar con Alessia Marcuzzi, al momento Pierresi accontenta di recitare con donne di 130 chili o anziane di 63 anni: “A loro fapiacere e si sciolgono facilmente”. Non ce la fa proprio a sciogliersi, invece, Laura,milanese di 27 anni, impiegata amministrativa. Separata, con una bambina di quattroanni, ha iniziato due mesi fa per denaro: “Avevo una grande necessità di soldi, senzadover aspettare la fine del mese, questa mi è sembrata l’ unica soluzione”. In tuttoha girato quattro volte ed è stata dura: “Sul set non faccio altro che strillare. Lorosono contenti perché pensano sia dovuto al piacere: in realtà provo solo un gran malefisico”. Quando descrive i particolari diventa rossa, si imbarazza. Ti guarda con gliocchi dolci come per dire: non mi giudicare male. E continua: “Mi creda, per me è unacosa sporca. Mentre giro una scena hard la mia mente abbandona il corpo e torna ariprenderselo quando ho finito. Poi non faccio altro che lavarmi, torno a casa eabbraccio mia figlia. Se lo viene a sapere sono morta”. Si blocca. Sussurra: “Miafiglia… Ma c’ è il rischio che me la tolgano?”. Piange, si scusa ma continua apiangere: “Fra un po’  devo girare con Eros, non lo conosco, so solo che mi farà male.Non voglio, è arrivato il momento di smetterla”. Un quarto d’ ora più tardi ladecisione. Conosce Eros ma, colpo di scena, è lei a fargli del male: gli dice che hachiuso con l’ hard. Il fusto erotico va su tutte le furie, ma lei sembra rinata, gliocchi si illuminano: “Scusate, devo scappare a casa da mia figlia. Non so come farò con i soldi ma questo è comunque un grandissimo giorno”. Sorride, va via. A tarda sera il suo stato d’animo è affidato a uno short message sul telefonino: “Grazie, lei èstato la molla decisiva, sono rinata”.

 

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO
Prezzi, ingaggie giro d’ affari dei film amatoriali vietati ai minori 10 milioni il costo medio di unfilm porno composto da 4-5 scene e girato con attori dilettanti in un appartamentoprivato. Il 70 per cento di questa somma va agli attori (10, tra maschi e femmine), ilrestante alla troupe (operatore, regista, truccatore, fotografo) e allapostproduzione. 1 milione a scena la tariffa di una attrice semi-professionista. Gliuomini invece guadagnano la metà. 150 mila lire a scena questo il gettone di presenzacorrisposto agli attori dilettanti. 50 mila lire il prezzo medio di vendita di unavideocassetta hard. Un buon film arriva a vendere 500 copie. 300 i film porno prodottiogni anno in Italia. Negli Stati Uniti sono 13 mila.

TUTTI I NUMERI DEL PORNO
2001 400mila circa, le videocassette vendute in Italia in un anno: nel nostro Paese è vietatoprodurre materiale pornografico, ma non distribuirlo. Per questa ragione gran partedelle produzioni importanti viene effettuata all’ estero (Ungheria, Francia e Spagna).200 per cento, l’ incremento previsto dell’ industria del porno italiano dal 2000 al2001. 3 giorni la durata minima delle riprese. 2 mesi durata massima delle riprese. 90minuti, la durata media di un film porno. 70 circa, le case di produzione edistribuzione in Italia. Negli altri paesi europei in media sono 15. Il 70 per centodegli acquirenti di videocassette a luci rosse è di sesso maschile.

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2 risposte a Ultimo tango a Cinisello

  1. Florin scrive:

    chemati voi suno interesato3801878844

  2. Florin scrive:

    3801878844

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