SAN GENNARO HA FATTO IL MIRACOLO. A ISCHIA

Le pareti della casa abusiva si costruiscono al buio, di giorno si completa il tetto.Viaggio nell’isola dove le residenze di vacanza sono aumentate del 752 per cento in 40anni. E l’edilizia selvaggia è ancora considerata un peccato veniale.

 

 

 

Mamma mia, e questo cos’è? Sono passato ieri sera e non c’era». E giù con le risate.Come nella barzelletta: un napoletano fa da cicerone a un americano e un giapponeseper le strade di Napoli; li porta a vedere il teatro San Carlo e il Maschio Angioino,decanta le opere e gli anni di duro lavoro per costruirle, ma sbatte contro il sorrisosardonico dei due («Noi l’avremmo costruito in molto meno tempo») fino a quando, attonito, si ferma davanti allo stadio San Paolo: «Vi garantisco che la notte scorsa qui non c’era nulla». A Ischia funziona proprio così, ma non c’è nulla da ridere. Quando vai a dormire davanti alla finestra ci sono gli alberi, ti svegli il mattino dopo e ci sono muri. Strabuzzi gli occhi e riprovi a guardare: è vero.

Si chiama colpo di mano e dietro non c’è un miracolo ma una squadra di operai specializzata nel tiraresu costruzioni in una notte. Tutto abusivo, naturalmente. Nell’isola davanti allapunta settentrionale del Golfo di Napoli, dove vivono 57 mila persone, funziona dasempre così: costruire, costruire, costruire. Dal 1951 al 1991 le abitazioni sonopassate da 7.538 a 24.271 (più 222 per cento), il numero di quelle non occupate, cioèdi villeggiatura, da 967 a 8.241 (più 752 per cento). La stima degli ultimi 12 anniparla poi di altri 5 mila fabbricati. Fatti due conti si capisce che della superficiedi 50 chilometri quadrati, sotto la quale dormono 44 vulcani, almeno metà è edificata.Cemento su cemento, case talmente attaccate l’una all’altra che in lunghi tratti lestradine sono strettissime. Per passarci con una macchina di media cilindrata bisognachiudere gli specchietti. In compenso nessuno ha mai pensato alle fognature e gliischitani dormono sopra i loro bisogni. Di tutte queste costruzioni nel 1985, data delprimo condono edilizio, almeno il 60 per cento risultava irregolare. Dopo la sanatoria del 1994 restava fuorilegge una costruzione su due. Ma chi li vuole più i condoni?Molti abitanti di Ischia si riconoscono nel pensiero che Michele Iorio, presidente delMolise, affidò al Corriere della sera il 23 settembre dello scorso anno: «Noi nonsiamo abusivi, semmai ci arrangiamo. E una vasca dell’acqua piovana diventa piscina,un fienile una camera da letto, cose così». Mentre nel 1994 le domande di «perdono»erano il 34 per cento rispetto al patrimonio edilizio irregolare, oggi, con i terminidella sanatoria ancora aperti, solo uno su 10 ha pensato di chiedere «clemenza». E non è che i colpi di mano si siano fermati, tutt’altro.

Uno degli ultimi, documentato dalle foto di Panorama, è avvenuto martedì 24 febbraio alle 15.30, in via Cretaio, traCasamicciola e Barano. In pieno giorno, sotto gli occhi di tutti, sei operaiindisturbati stavano completando la costruzione di una casa iniziata, moltoprobabilmente, la notte prima. I blitz notturni ormai hanno delle procedure benrodate. Si inizia appena fa buio. In 4-5 ore 10 operai mettono in piedi la struttura,il tetto verrà completato in pieno giorno. Questi lavori per una struttura di 100metri quadrati costano 35 mila euro. Cento metri quadrati costano 35 mila euro. A quel punto il gioco è fatto e non resta che sperare nei vicini di casa. Sì, proprio così: i rapporti di buon vicinato sono fondamentali, perché le forze dell’ordine si muovono solo su denuncia scritta.

Ischia è una terra felice, tutti d’amore e d’accordo. E dire che su tutta l’isola non si potrebbe più costruire per via dei vincoli paesaggistici, sismici, ambientali. Giovanni, 40 anni, che ha fatto «colpi di mano» fino a qualchetempo fa, guadagnando dalle 200 alle 300 mila lire a notte, racconta a Panorama come funziona: «Si preparano le fondamenta e si coprono con la terra, anche se ci passisopra non te ne accorgi. Si programma tutto con i fornitori che ti scaricano il materiale al momento. Si inizia appena buio, per cercare di ultimare i muri prima che sia giorno. Dopodiché, anche se arrivano i vigili e ti mettono i sigilli, continui a gettare il solaio. Una volta abbiamo lavorato ininterrottamente dal venerdì sera al lunedì mattina. Eravamo in mezzo alla strada, ci vedevano tutti, ma i vigili sono arrivati solo alla fine dei lavori. Il proprietario di casa aveva tante conoscenze».

A questo punto uno pensa che, anche se tutti fanno come gli pare, ci sarà pur sempre una legge da rispettare. In tutti questi anni per contare le demolizioni bastano le ditadi una mano. La verità è che intorno all’abusivismo gira tutta l’economia di Ischia.Ci campano avvocati, ingegneri, geometri e affaristi. E così si vedono madri diassessori all’Ambiente che violano i sigilli per nove volte, fino a ultimare la casa;sindaci che fingono di non sapere che qualcuno sta costruendo nel loro terreno; e cosìvia. Il meccanismo che blocca le demolizioni lo spiega Mauro Iovino, 36 anni, dei Vas(Verdi ambiente e società) della Campania: «L’abusivista presenta istanza diconcessione in sanatoria e poi ricorso al Tar: un giochetto per un avvocato ottenere la sospensiva del provvedimento con cui si ordina la demolizione, in attesa che il comune esamini la domanda di concessione in sanatoria, che dovrebbe essere bocciata trattandosi di territorio interamente vincolato. La commissione comunale non si riunisce mai e tutto rimane com’è. Questo sistema porta voti, nell’imminenza delle elezioni basta fare una domanda: allora hai finito quei lavori che stavi facendo?». E che deve fare un sindaco? Prendete Giuseppe Brandi, 63 anni, primo cittadino di Ischia per un voto, che allarga le braccia e dichiara: «Governare gli ischitani non è difficile, ma inutile». Certo, lui dice che si tratta di «abusivismo minimale, di chicopre il terrazzo della casa per ricavare due stanze, e non speculativo, tipo grandialberghi». Ma continuando di questo passo come si fa a dar torto all’ex sindaco di Agrigento, Calogero Sodano, appena condannato in Cassazione: «E’ andata a finire che pago io per tutti i sindaci d’Italia»?

Sigilli a 500 cantieri
Ma per le autorità è una lotta contro i mulini a vento Eppure ci provano a contrastarli. Negli ultimi tre mesi i vigili urbani dei sei comuni di Ischia hanno messo i sigilli a oltre 500cantieri fuorilegge. E non solo nell’isola, ma in tutta la Campania le forze dell’ordine stanno sequestrando cantieri su cantieri, case su case, alberghi su alberghi. E’ del 28 febbraio la notizia di un’operazione dei carabinieri di Castello di Cisterna, in provincia di Napoli: 75 cantieri chiusi per un valore complessivo di 15 milioni di euro, più 180 persone denunciate. Solo qualche giorno prima, a Torre del Greco, i carabinieri avevano sequestrato un ristorante e denunciato 32 persone per la costruzione dell’opera su un suolo demaniale marittimo. Insomma, i militari si muovono. Peccato che non basti.

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