Esclusivo: “Ecco come truffavo clienti e gestori telefonici”

Schede telefoniche

Federica ha ricevuto questi tre messaggini qualche sera fa, sul suo cellulare con sim card della Vodafone. Nel primo il mittente risultava chi scrive, che ne era però del tutto all’oscuro: “Ciao Fede, mi raggiungi al solito posto?”. Il secondo aveva come intestatario una fantomatica “moglie del cornuto”. C’era scritto: “Ciao amore, sto uscendo, mio marito è al lavoro, abbiamo tutta la sera”. Il terzo le appariva inviato da un numero gratuito Vodafone con questa offerta: “Gentile cliente, la preghiamo di inviare il codice di una ricarica al numero… entro 24 ore e riceverà subito una ricarica omaggio di 100 euro”.
Tutti e tre questi sms sono stati inviati a Federica via web dal computer di un internet point per mano della stessa persona: un uomo quarantenne che voleva dare un assaggio di quello che poi ha raccontato a Panorama. Lo chiamaremo Luca, nome di fantasia, senza specificare in quale città è avvenuto l’incontro.
Luca oggi ha una piccola impresa, nel passato recente è stato rivenditore di telefonia mobile. Dopo aver letto l’inchiesta di Panorama della settimana scorsa sul mercato clandestino delle sim card e sul comportamento illegale di alcuni commercianti del settore, ha telefonato in redazione dicendo: “Se volete vi racconto come fregavo tutti: sia i clienti sia le compagnie telefoniche”.
La sua ricostruzione parte da un programma che si trova facilmente su internet, si scarica sul computer o sul cellulare e può essere usato per provocare ad altre persone danni di diverso tipo: personali, sociali ed economici.
“Il primo passaggio che facevamo io e molti altri miei colleghi era accedere al database del gestore di telefonia mobile per estrapolare un buon pacchetto di clienti tutti nella fascia d’età più bassa” afferma Luca. “Il giochino della ricarica infatti funziona meglio con i ragazzini. Basta mandar loro quel messaggino in cui si promette un bonus di 100 euro: la maggior parte risponde e invia il codice della ricarica comprata dal tabaccaio. Che così finisce nelle nostre schede”.
Tutto questo non è un passatempo per racimolare qualche soldo per la birra e le sigarette. Racconta Luca: “Ci sono stati periodi in cui grazie a questi tranelli riuscivamo a guadagnare fino a 1.000 euro al giorno”. Soldi che venivano riversati su quelle sim card oggetto dell’inchiesta di Panorama, cioè le schede attivate illegalmente dai rivenditori, intestate a persone del tutto ignare e poi utilizzate nel circuito dei numeri a pagamento 899, oppure vendute a organizzazioni criminali, o ancora sfruttate per manipolare i risultati dei televoti.
Una rete di malfattori e un sistema di malefatte diffuso e sofisticato al punto di truffare non soltanto i clienti ma le stesse compagnie telefoniche. È il caso, per esempio, della 3, che in questa precisa circostanza raccontata da Luca risulta vittima e subisce un danno economico di un certo rilievo. “A un certo punto la 3 ha fatto una campagna di lancio di nuovi telefonini Umts che funzionavano solo ed esclusivamente con sim della stessa compagnia” ricorda Luca. “Gli apparecchi erano in vendita a un prezzo mediamente più basso del 50 per cento rispetto alla concorrenza”.

In un periodo in cui la gente cambiava il vecchio cellulare per comprarne uno nuovo Umts, l’operazione di mercato era diretta a invogliare quanta più gente possibile a passare alla 3. Peccato che i rivenditori ci abbiano messo lo zampino. “C’era un certo numero di tecnici specializzati negli “sblocchi”. Gli davi i cellulari della 3, predisposti per non funzionare con le sim di altre società, e li restituiva dopo un giorno in grado di chiamare con le schede di tutti gli altri gestori”.
E qui sta il nodo, perché il rivenditore disonesto si appropria delle promozioni e le gira tutte a proprio vantaggio. Per esempio il “Bonus 300 Umts” lanciato dalla Vodafone nel 2006. In buona sostanza, 300 euro di ricarica gratis immediata per chi semplicemente faceva una chiamata indirizzata a un numero specifico della Vodafone. Condizione necessaria: che la telefonata fosse effettuata con la propria scheda Vodafone da un nuovo telefonino Umts. Anche in questo caso si comprende il fine dell’operazione commerciale: spingere la clientela a comprare apparecchi di ultima generazione.
Ma, racconta Luca, “prendevi 1.000 telefonini della 3 che costavano a noi rivenditori più o meno 15 euro; li facevi sbloccare; accedevi alla promozione Vodafone e senza troppa fatica ci guadagnavi 280 euro”. Naturalmente utilizzando le sim illegali.
Basta fare due conti per capire il giro di denaro che si sviluppa. Mille telefonini fanno circa 300 mila euro di crediti a disposizione. Quei soldi vengono riversati nelle sim illecite e poi veicolati nei circuiti illegali già descritti. I numeri sono impressionanti.
Prendiamo l’esperienza diretta di Luca: “Mi sono passati sotto gli occhi furgoni pieni di telefonini che venivano mandati a sbloccare. Nella mia vita credo di averne visti almeno 7-8 mila. Oltre ad almeno 80 mila sim”.
Secondo il racconto dell’ex rivenditore di telefonia, ogni incentivo per conquistare nuovi clienti poteva essere azzannato dal commerciante disonesto. Luca: “Ogni volta che una compagnia lanciava sul mercato telefonini in offerta, noi li tenevamo in magazzino fino alla fine del periodo di promozione. Allora li tiravamo fuori per venderli esattamente al doppio. È stato fatto così anche per le iniziative legate al San Valentino di quest’anno”.
Intanto molte persone alla ricerca di un nuovo cellulare si sono ritrovate con un esemplare taroccato. “Su internet riesci a comprare gli apparecchi da Hong Kong o dalla Cina. La loro vendita in Italia sarebbe vietata, perché non hanno il timbro Ce e hanno un’emissione di onde elettromagnetiche molto alta. Ma il cliente non se ne accorge, mentre noi li rivendiamo a un prezzo triplo rispetto all’acquisto”. Anche così, Luca e i suoi colleghi per anni hanno frodato clienti e compagnie telefoniche.

carmelo.abbate@mondadori.it

Questa voce è stata pubblicata in Inchieste, secondario. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *