L’obiettivo – Un cronista di strada, che ne ha fatta tanta

Carmelo Abbate è un castelbuonese. È un noto giornalista che lavora per il settimanale “Panorama”. Vi ricopre un importante ruolo. Ha appena pubblicato il suo quarto libro: “Sex and theVatican”. Il suo sito internet è http://www.carmeloabbate.it/ dove potete trovare l’intera bibliografia. È un giornalista e scrittore d’attacco, sembra Totti ma è più Gattuso; alcune sue inchieste sono nella storia. In gioventù ha scritto anche su l’Obiettivo. Ignazio Maiorana mi ha chiesto di intervistarlo, cosa che ho fatto volentieri. Ecco cosa ci siamo detti

di Vincenzo Raimondi

Castelbuono-Milano. Quanta timanca ‘u paisi? Nel tuo sito i riferimenti a “Nuovo cinema paradiso” si sprecano.
«Un film che avrò visto decine e decine di volte, che so a memoria e che ogni volta non si   scappa :  mi  metto   a piangere come un bambino. Mi mancano il paese, mia madre e mio padre, la mia famiglia, i miei amici. Porto tutti con me nel mio cuore.Ho un ricordo vivo di tutte le persone che ho incontrato nella mia vita».

“Sex and the Vatican”,perché il tuo ultimo lavoro ha il titolo in inglese? Vedo che è giàstato pubblicato contemporaneamente in altre lingue. Anche l’ultimo film di Sorrentino ha il titolo in inglese. Globalizzazione?
«Nel mio caso il titolo in inglese era voluto perché sia io che l’editoresapevamo bene cosa sarebbe successo in Italia:s i l e n z i o   a s s o l u t o .   L astampa e le televisionifanno finta che il libronon sia neppure uscito.C’ è  un ve ro  e  propr iomuro di silenzio. Per fortuna il libro è stato pubblicato inFrancia, Belgio, Svizzera e presto anche in Canada. E sono incorso trattative per tradurlo anche in altre lingue».

Come sta andando? Non mi pare che ti abbiano invitato a trasmissioni buoniste come “Chetempo che fa”.
«Nessun programma televisivo italiano osa pronunciare la parola Sex and the Vatican, neppurequelli che nell’immaginario collettivo di questo paese si vendono come i paladini della libertà distampa in Italia. In Francia sonostato ospite della più importantetrasmissione giornalistica in prima serata: Le grand Journal, su Canal Plus. A quell’ora noi in tvdiamo i pacchi e i giochi a premi. In Francia parlano di cose che interessano la gente e che la gentedimostra di apprezzare visti gliascolti molto alti. Ti racconto un aneddoto, quando è finita la trasmissione ho acceso il telefonino e ho trovato un messaggio di unnostro compaesano, Antonio Marannano, che lavora e vive a Parigi. Mi aveva visto e aveva chiesto il mio numero ai suoi fratelli Daniele o Vincenzo con cui sono sempre in contatto e che stimo molto per quello che fanno nella vita».

Nell’epoca di internet si continua a stampare su carta. Qualè il tuo pensiero al riguardo?
«Gli editori farebbero bene a concentrarsi sulla qualità del prodotto giornalistico. Che sia su cartao su Internet poco importa, l’importante è la qualità. Invece sonotutti lì a correre dietro al supporto, cambiando e ricambiando incontinuazione e facendo danni.Perché nel frattempo si scordanoche se un giornale è fatto veramente bene lo puoi stampare anche sulla roccia e la gente andrà a leggerlo».

Edizioni Piemme sino a qualche tempo fa era sinonimo di libri per ragazzi. Uno scrittore conosciuto come te avrebbe potuto pubblicare presso case più blasonate, tu non lo hai fatto. Perché?
«Piemme è uno degli editori più blasonati d’Italia.Non per nulla è il terzoeditore oggi in Italia. È un editore giovane, dinamico, libero. Piemme appartiene al gruppo Mondadori e pubblica Vauro o libri come “La Trappola”, “L’Onorata società”e “Sex and the Vatican”.Ti faccio io una domanda: secondo te quanti editori in Italia avrebbero pubblicato “Sex and theVatican”?»

Forse Sellerio, ma non appartiene alla sua linea editoriale. Dopo “Babilonia”, il tuo libro precedente, torni ancora sultema sesso. Si può direche è un tema inesauribile o ci sono altri motivi?
« Le cose non le programmi, vengono per caso. E questo non è un libro sul sesso. Questo è ben altro, è una inchiesta profonda sul Vaticano».

In Italia toccare i parrini è sempre stato argomento tabù. Nella tua inchiesta hai avuto difficoltà/pressioni?
«Nessuna pressione perché sto alla larga da tutto ciò che può portare pressioni. Io non sono un giornalista di establishment, io sonoun cronista di strada. Basta lavorare nell’oscurità e mantenere unprofilo basso. Non è così difficile».

Pensi che scrivere su determinati temi, sulle tre S (soldi, salute, sesso) e farsi leggere possa smuovere le coscienze?
«Le coscienze italiane sono parecchio lobotomizzate. Ma nonbisogna mai mollare. La libertàdi stampa non la fanno i governanti o gli editori, la libertà distampa la fa ogni singolo giornalista nella misura in cui rimane libero e non si autocensura».

Il libro è la naturale evoluzione di una tua inchiesta sul tema apparsa su “Panorama” tempo fa. Quanto tempo ti ci è voluto fra indagini, scrittura e definitiva pubblicazione?
«Nell’insieme ci ho messo quasi un anno. Un anno di duro lavoro, di sacrifici, di tempo tolto agli affetti, di ferie dal lavoro passate a lavorare sul libro».

Hai un ghost writer o fai tutto da solo?
«Sono un cronista. Consumo lasuola delle scarpe. E tu hai letto tutti i miei libri. Lascio a te la risposta a questa domanda».

Concordo, ho lavorato con teuna volta e sei uno che non lascia nulla al caso. Ti impegni  sempre in prima persona. Recentemente sono stati pubblicati altri libri che direttamente ed indirettamente affrontano il peso della Chiesa cattolica. Ci sarà una controriforma della controriforma?
«Non lo so. Io prendo atto che la Chiesa ha appena beatificato un papa che sarà stato anche straordinario sotto molti aspetti ma che è sempre stato oscurantista riguardo alle questioni legate alla sessualità, anche riguardo alla pedofilia».

Cosa ci riserva il futuro?
«Le questioni legate alla sfera affettiva e sessuale finiranno per distruggere definitivamente la credibilità della Chiesa cattolica».

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