Prometeo – Sex and the Vatican e i fedeli di don Seppia

Prometeo - Sex and the Vatican e i fedeli di don Seppia

 

Il libro della vergogna.

Si chiama “Sex and the Vatican” ed al di là del titolo simil serial televisivo è un libro denuncia come mai prima in Italia avevamo letto ( e forse mai più, leggeremo…).
L’autore è un noto giornalista di Panorama, Carmelo Abbate, che i lettori di questo blog già conoscono per aver letto quegli articoli (tra gli altri) che portarono a far emergere il dramma della “setta” gestita dalla “santona di Brescia”.
Lo scorso anno Abbate fece un’inchiesta che si guadagnò non solo la copertina di Panorama ma anche pagine e pagine di articoli (soprattutto sulla stampa estera) facendo emergere alla luce del sole un fenomeno che, lo ammetto, non saprei come definire:
drammatico? Grottesco? Ipocrita? Forse tutto questo e molto altro. Il fenomeno era quello delle notti brave dei sacerdoti cattolici che a Roma (ma non solo) passavano con leggera leggiadria da una messa in Vaticano, ad un party (da loro organizzato) con escort gay.
Se si pensa alla politica per nulla gay-friendly mossa dai vertici della Chiesa, tale articolo potete facilmente intuire quanto scandalo fece.
Un anno dopo Abbate ha approfondito quelle poche (ma eloquenti) pagine di giornale e ne ha pubblicato un intero libro. Il cui sottotitolo, “viaggio segreto nel mondo dei casti” è tutto un programma.
Volevo riportarvi alcuni passi, ma in tutta franchezza, non avrei saputo quali scegliere, visto che c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Qua, aggiungo solo, che non è la pedofilia a tenere banco. Quella è semmai il vertice di un sommerso malato. Deviato. Represso (ma neanche tanto a dire il vero). Frustrato (quello sì), ma soprattutto terribilmente bigotto ed ipocrita. Che vede il bambino (abusato) come punto ultimo, di non ritorno, per sfogare il proprio io malato.
Visto lo slogan del nostro blog, “non smettete mai di indignarvi”, trovo questo libro assolutamente coerente con lo stesso. E vista (l’ovvia) censura che ha colpito il libro stesso (che al contrario è ai primi posti di vendita in Francia) vi consiglio caldamente di leggerlo e farlo circolare.
Parlo oggi del libro (uscito peraltro oramai da una quindicina di giorni) dopo l’ennesimo caso di un pedofilo travestito da prete, emerso nei giorni scorsi in Liguria.
In uno degli articoli dedicati al caso leggiamo: “Ora tutti si scandalizzano. E tutti sapevano”, già perché del prete (don Riccardo Seppia) agli arresti per abusi su diversi ragazzini (tra cui pare pure un chierichetto disabile), che alle proprie vittime dava droga ed era solito frequentare saune e locali gay il soprannome più accreditato era di “Don della Notte”. Vista la sua ricca vita notturna.

A differenza però dei suoi predecessori l’ elemento nuovo stavolta (forse per la parola droga entrata nell’inchiesta? Chissà….) è la mancanza di difese di piazza.
Ma come nemmeno un libretto da dare di famiglia in famiglia con la vita del prete o uno striscione fuori dalla chiesa come han fatto per il collega don Massaferro? Nemmeno una bella veglia di preghiera fuori dal Tribunale come per don Marco Baresi? O i tatuaggi e le t-shirt con scritto Free Don da distribuire gratuitamente?
No. Ci deve essere qualcosa che non va tra gli abitanti di Sestri.
Qualcosa di serio. E naturale. L’umana avversione verso i pedofili. Specialmente quelli che con il loro essere sporcano Dio due volte…..

 

http://www.massimilianofrassi.it/blog/sex-and-the-vatican-ed-i-fedeli-di-don-seppia.html

 

 

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