Camorra, morti ammazzati e proibizionismo

A Scampia oggi si è sfiorata la strage. Un uomo vittima di un agguato ha cercato di fuggire ed è stato ucciso dentro il cortile di una scuola. Per fortuna i bambini erano impegnati in una recita nataliazia. Per fortuna.

La fortuna che non ha avuto Pasquale Romano, ucciso per sbaglio davanti casa della fidanzata. Dall’inizio dell’anno a oggi i morti ammazzati nella guerra di camorra che si combatte a Napoli sono più di cinquanta.

Bisogna mettere la questione nel giusto contesto: la repressione da sola non funziona. Bisogna togliere il terreno da sotto i piedi ai criminali: il traffico degli stupefacenti. Un giro d’affari di 100 milioni di euro l’anno che genera lavoro per 400 dipendenti.

Quanto tempo dovremo aspettare e quante morti innocenti prima di parlare seriamente di proibizionismo del mercato della droga?

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Una risposta a Camorra, morti ammazzati e proibizionismo

  1. RITA scrive:

    ti seguo da tempo con la lettura dei tui libri o articoli anche se il libro “BOLERO” mi era sfuggito ma la mia amica Rosalba mi ha consigliato la lettura. Come è tuo stile la lettura scorre con ritmo veloce il linguaggio chiaro ma forbito l’argomento anche se duro è presentato con sapiente maestria…….complimenti all’autore un gran bel libro!

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