Natale in Emilia, gli auguri da chi non si piange addosso (VIDEO)

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2 risposte a Natale in Emilia, gli auguri da chi non si piange addosso (VIDEO)

  1. Francesco Mantovani scrive:

    LA COMMEDIA DEGLI INFAMI
    Siamo in piena recessione, la peggiore dal 1929. Tutti i principali indicatori economici sono in fibrillazione: Il PIL , la ricchezza ed i consumi continuano a scendere, salgono invece la disoccupazione ed il debito pubblico. La pressione fiscale è alle stelle. Il Sole 24 ore, autorevole testata giornalistica economico-politica, indica i primi segnali di ripresa solo a partire dal 2017, il 2013 si preannuncia, invece, come l’anno peggiore dell’intero ciclo negativo. Ne è la riprova il fatto che le agenzie di Rating abbiano declassato anche la Francia, la nazione ponte tra le ricche economie del nord Europa e quelle disastrate del sud.
    Se questa è la situazione dell’Europa, l’Italia soffre ancora di più a causa dell’indegnità dell’intera classe politica che la dovrebbe rappresentare. Tuttavia, nell’Italia che affonda, c’è chi, come la gente d’Emilia, detiene l’Oscar della sfortuna, in quanto deve lottare contro le avverse forze della natura e della politica.
    Siamo nel pieno dell’emergenza terremoto, vige uno stato di pre-emergenza per rischio alluvione e lo Stato Sovrano non rinuncia a vessarci con il fisco.
    Un Governo senza pudore, talmente assetato di denaro che non esita a finire le nostre famiglie e le nostre imprese stremate.
    Uno Stato pronto a limitare gli aiuti ai terremotati, ma non a ridurre i costi ed i privilegi della casta politica. Ne è la dimostrazione la recente dichiarazione a favore di un vitalizio anticipato rilasciata dall’Onorevole, Professore, Cavaliere della Repubblica e Pensionato d’Oro Giuliano Amato: “ Un parlamentare trentenne, dopo due mandati, cioè a 40 anni, cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compiere 65 anni per avere un vitalizio?” (ndr ….iniziare a lavorare, forse?). Eppure il Professor Sottile ha prontamente negato di ricevere una pensione mensile di 31.000,00 €, precisando per l’appunto di ricevere una pensione di soli 22.000,00€ a cui si somma un vitalizio di €9.000,00.
    Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si alzerà lo stipendio e ai 239.192 euro che già prendeva, ne ha aggiunti altri 8.835. Per lui, evidentemente, non vale la spending review che investe quasi tutti gli organi dello Stato ad eccezione degli alti gradi della magistratura. Così il Quirinale, che già costa molto più di analoghe amministrazioni estere, costerà ancora di più. La nostra Presidenza della Repubblica è tra le più costose al mondo: con i suoi 224 milioni di euro di spese costa quattro volte Buckingham Palace. Il Quirinale costa il doppio dell’Eliseo francese e otto volte il cancellierato tedesco. In dieci anni i costi del Colle si sono gonfiati del 91 per cento: fatta la tara dell’inflazione, l’aumento netto equivale al 61 per cento. Per farsi un’idea più precisa, è necessario sapere che la Casa Bianca costa 136,5 milioni di euro, l’Eliseo 112,5 e Buckingham Palace 57 milioni.
    Pure il deus ex machina, Mario Monti, martoriatore del popolo e paladino di casta e banche, mentre richiede lacrime e sangue ai terremotati, continuerà beatamente ad incamerare il ricco vitalizio da senatore a vita.
    Ma al peggio non c’è mai limite, allo schiaffo delle Istituzioni si aggiunge la beffa da parte di alcuni dei nostri fratelli, gente come noi, gente che abita le nostre stesse terre e vive i nostri stessi problemi quotidiani, gente che, per sfuggire all’avverso destino, soffoca con la menzogna le lamentele dei propri simili e solidarizza con il Potente Carnefice.
    Fratelli che si trasformano in feroci aguzzini nella speranza di godere di qualche beneficio personale, sindaci (esclusi il Accorsi e Ferrioli), piccoli segretari di sezione ed assessori come infami Kapò asserviti al diktat del Governatore-Commissario: “Anche l’Emilia Terremotata deve pagare la gabella!!!”
    Kapò che piangono lacrime di coccodrillo e, che di fronte al Governo Vampiro che succhia le ultime gocce di sangue delle nostre famiglie e delle nostre imprese martoriate dal sisma, si indignano poco poco, per non indispettire il Commissario-Tiranno e salvarsi un tantino la faccia di fronte all’umile plebe.
    Ci avevano promesso misure speciali, adeguate all’eccezionalità dell’evento, che per la prima volta colpiva un’area straordinariamente produttiva, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: nessun aiuto è arrivato alle famiglie ed alle imprese alle quali ora è richiesto pure il pagamento delle tasse. Un risultato lungamente inferiore alle esigenze del territorio ed enormemente inferiore alle misure adottate dai precedenti governi in analoghe situazioni emergenziali. O i Nostri cari politici locali e regionali sono degli emeriti incapaci oppure sono dei sudici lecchini e tutelano l’interesse di qualcun altro (non certo dei terremotati), delle due l’una.
    Una micidiale commistione tra sudditanza psicologica e miseria politica, quella dei sindaci nei confronti del Governatore, che rischia di creare al nostro territorio un danno maggiore di quello procurato dal terremoto.
    Mai una decisa presa di posizione è stata adottata nei confronti della provincia e della regione, mai a favore di scelte di protezione ed incentivazione del territorio e dell’economia locale. Smidollati opportunisti pronti solo a calarsi le braghe in nome del supremo bene della confraternita d’appartenenza.
    Un Gruppo dirigente di uno storico Partito proletario che, in oltre 60 anni di egemonia sul territorio, ha consolidato un incredibile potere, organizzatosi con una struttura verticistica di natura para-militare, è ora capace di imporre ordini dall’alto e di azzittire ogni giusto lamento proveniente anche dalla propria base. Un Gruppo dirigente vigliacco, che non si fa scrupolo di calpestare pure il capo dei fratelli di bandiera.
    La sorte di un ricco distretto barattata per i sogni di carriera di politicanti piccoli piccoli, indegni ometti dalla lingua piena di peli. Esseri privi di dignità ed imbelli guidati dalla forza del pensiero unico.
    Una guerra contro le forze della natura che avrebbe dovuto vedere tutti gli uomini uniti, che invece è stata il teatro di una misera commedia: Mors tua vita mea.
    Per galleggiare con propri assurdi privilegi, la casta dei politicanti ha avuto bisogno del sangue della laboriosa e leale Emilia. VERGOGNA!!!!!!!!!
    Francesco Mantovani

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