Don Piero, le sue parole, la nostra iprocrisia

La verità è abbastanza chiara: l’istituzione cattolica ufficiale, grande progetto realizzato di antidemocrazia, è strutturalmente misogina, sessuofobica, omofobica e repressiva.


Don Piero Corsi non lascia la tonaca, si prende soltanto un periodo di riposo. Santa Madre Chiesa lo manderà da qualche parte in montagna a riflettere sui suoi errori, il più importante dei quali è quello di aver provocato uno scandalo. Le sue parole sulle donne che se la cercano scandalizzano solo noi ipocriti, che facciamo finta che sotto la tonaca tutto va bene, salvo poi svegliarci indignati quando scoppia uno scandalo.

La verità è abbastanza chiara: l’istituzione cattolica ufficiale, grande progetto realizzato di antidemocrazia, è strutturalmente misogina, sessuofobica, omofobica e repressiva.

Da qui ci si deve muovere e qui sotto si deve scandagliare se si vuole realmente comprendere come un prete possa dire oggi certe stupidaggini.

Bisogna partire allora dall’inizio, dal seminario, il luogo dove si compie il primo passo verso l’annientamento di ciò che Dio ci ha donato. Si nega la fisicità, la dualità uomo donna, come se i preti non nascessero da un rapporto. La parola d’ordine è dimenticare il proprio corpo impuro, negare quasi l’esistenza della donna. In seminario tutto è visto come peccato, mortificazione dei sensi, obbedienza cieca. Nessuno spiega a questi poveri ragazzi che studiano per diventare sacerdoti, il perché Dio ci ha dato un corpo da curare e i sensi, tutti i sensi, per vivere la vita.

Il risultato è che i preti soffrono di profonde carenze affettive, sono angosciati, paralizzati dalla paura. Hanno paura delle donne. Sono uomini a cui è vietato avere una vita personale al di fuori delle mansioni religiose. Il sistema che hanno deciso di abbracciare li porta a vivere nella falsità, tra menzogne e sotterfugi, che spesso sfociano in una vera ossessione sessuale.

L’insegnamento della Chiesa sul sesso è una follia. È ridicolo pensare che l’unico atto sessuale senza peccato sia quello tra due persone sposate che si uniscono con l’intento di procreare. Significa che tutti quelli che hanno esperienze sessuali al di fuori di questo specifico caso commettono un peccato mortale?

La Chiesa dice che la masturbazione è un peccato mortale.

La Chiesa poi continua a usare il termine “intrinseco” in qualunque contesto: l’aborto è intrinsecamente malvagio, la masturbazione è intrinsecamente malvagia, la contraccezione è intrinsecamente malvagia.

La Chiesa dice che gli omosessuali sono intrinsecamente disordinati e malvagi.  Alle coppie omosessuali viene detto: la vostra è una malattia, ma se proprio vi volete bene, state pure insieme, purché non abbiate rapporti.

Qualcuno all’interno della Chiesa ci ha provato a smuovere le coscienze. Perfino il cardinale Carlo Maria Martini a un certo punto avrebbe detto: «L’obbligo del celibato per i preti dovrebbe essere ripensato».

Ho usato il condizionale perché la vicenda si è tinta di giallo. Le dichiarazioni di Martini sono state riportate virgolettate dal quotidiano austriaco «Die Presse» e hanno fatto il giro del mondo. Ma subito dopo il cardinale si è detto molto sorpreso e ha precisato: «Il settimanale non ha interloquito con me direttamente, ha piuttosto ripreso una mia lettera ai giovani austriaci. Ma il testo di tale lettera da me approvato diceva: “Occorrerebbe ripensare alla forma di vita del prete” intendendo così sottolineare l’importanza di promuovere forme di maggiore comunione di vita e di fraternità tra i preti affinché siano evitate il più possibile situazioni di solitudine anche interiore».

Ripensare alla forma di vita del prete.

È già tanto.

Alla prossima polemica.

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3 risposte a Don Piero, le sue parole, la nostra iprocrisia

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