Ricevo e pubblico, lettera di un amico

abbate-carmelo

Caro Fratello, benvenuto nel paese delle scuse preventive.

Ti posso assicurare che, subito dopo aver
letto la notizia della levata di scudi del sindaco di Perugia, avevo previsto
la reazione di mamma rai.

Se tu fossi stato un alto papavero della tv di stato,
ci sarebbe stata la solita corsa sfrenata a fare quadrato, a mettere in campo
la mai troppo abusata “strumentalizzazione a fini politici delle parole di un
gande, serio e preparato profesionista”,”le sue parole sono state volutamente
travisate”… e chi più ne ha, più ne metta.

Analoga reazione si sarebbe avuta
qualora tu fossi stato un giornalista dichiaratamete scherato. In questo caso
avresti avuto il culo parato quantomeno da una porzione, più o meno
sostanziosa, di maitre à penser e opinion leader.

Ma tu sei “solo” Carmelo Abbate, ovvero un “ospite occasionale”                                                   che un bel giorno ha deciso di farsi
partire l’embolo e declinare stronzate in libertà e a profusione. In buona
sostanza, non rientri in quell’ambito di autoreferenzialità che ti avrebbe
consentito di ottenere adeguata copertura. Un extra moenia scaricabile, anzi
scaricabilissimo. Della serie  “la responsabilità è sua e so cazzi sua”. Nulla
importa se le frasi incriminate corrispondono  (e di questo ne sono più che
convinto) a quelle che ogni onesto cittadino di Perugia dice tra le mura di
casa o al bar con gli amici.

E meno che meno importa se, con Nuzzi e Gatti,
sei, a mio parere, tra i migliori giornalisti di inchiesta in Italia. E lo dico
senza alcuna piaggeria e, come vedi, con la massima trasversalità.

La presa di distanza è un esercizio di auto-tutela  e salvaguardia della
specie purtroppo, anche in questo caso, tutto italiano. E in questo sono tutti
uguali: politici, professori o meglio, sedicenti tali.

Perfino il papa ha perso
l’attribuzione di infallibilità, ma i grand commis nostrani la pretendono per
contratto.

Le grandi aziende pubbliche dovrebbero, in
un paese civile, rappresentare quel territorio di confronto dialettico dove
ognuno di noi dorebbe avere il sacrosanto diritto di dire quello che va e,
soprattutto, quelo che non va.

Poi si può sbagliare, si possono avere idee
difformi, ma questo deve essere stimolo per discussioni e miglioramenti.

E invece chi dovrebbe agevolare il dibatito prende le distanze che, nel tuo caso,
più lunghe sono, meglio é, chiedendo preventivamente scusa ad un sindaco ed a
una citta intera brutalmente colpiti.

Chi dovrebbe dire, senza particolari doti
di lungimiranza ma solo con un minimo di buon senso (civico), “Signor Abbate, a
meno che lei non sia un folle in libertà, suppongo che quello che ha affermato
in tv sia suffragato  da riscontri oggettivi, quindi, potrebbe venire a Perugia
a parlarne personalmente con me?”, cosa fa? Querela.

Ma poiché va tutto bene
madama la marchesa, come osa questo tal Carmelo Abbate a “terronizzare”, mi sia
concesso il neologismo,  una città che da più di un secolo invade l’universo
creato con squisiti cioccolatini sormontati da una nocciola rigorosamente
piemontese? In tutto questo poi il nome non ti aiuta; CARMELO?? Ti fossi
chiamato almeno Gianroberto!!

Chi ti scrive, da più di 10 anni, assiste ad una inappropriata ed
assolutamente intempestiva serie di scuse preventive da parte dei  super capi
ministeriali, ogni qualvolta xxxxxxxxxxxx si sono trovati in situazioni ambigue e
dai risvolti tutti da chiarire. Salvo poi annunciare solennemente che giustizia
è stata fatta nel caso in cui i poveri colleghi ne sono usciti completamente
puliti, magari dopo anni di umliazioni, processi e sospensione dal servizio.
Ma il lucchetto della gogna lo avevano chiuso loro con le loro scuse
preventive!

Magari succedrà anche a te, quando la storia dovrà per forza darti ragione,
gente senza valore e onore farà a cazzotti per affermare “Carmelo Abbate lo ho
portato io in rai e questo mi riempie di orgoglio”.

Rimani il giornalista libero che ho imparato a conoscere e ad apprezzare. E la
migliore risposta che puoi dare a chi pretende il bavaglio per il giornalismo
coraggioso. Mi permetto, però, di darti un piccolo consiglio. Mio padre, che
Dio lo abbia in gloria, era solito dire: “non parlare mai in mezzo alla strada con un cretino, perché la gente può pensare che sei un cretino anche tu”. Molti anni dopo, con
mia grande meraviglia, leggendo Arthur Bloch, mi imbattei in una delle sue
meravigliose leggi di Murphy che recitava più o meno così: “Non parlare mai con
un idiota, la gente potrebbe non capire la differenza”. E lì ho capito quanto
fosse stato grande mio papà con la sua 5^ elementare e senza aver mai letto
Arthur Bloch.

Un abbraccio sincero

——

(Ho tolto nome e cognome, e ogni riferimento, perché non voglio mettere questa persona in difficoltà nel suo lavoro. Ma sappi caro amico mio, che ho letto e riletto la tua lettera e mi sono sentito orgoglioso. Ti abbraccio, grazie di cuore per quello che hai scritto e per quello che fai e come lo fai per farci vivere in un paese migliore)

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4 risposte a Ricevo e pubblico, lettera di un amico

  1. Andrea Naselli scrive:

    Una significativa lettera dell’amico intervenuto a sostegno della libertà di espressione.. complimenti all’autore della missiva…. con grande stima…

  2. Renato Dispenza scrive:

    Coraggio è innocente orgoglio, Dott. Abbate! Complimenti e stima.

  3. pino ferrara scrive:

    carissimo sig. Carmelo Abbate, dovrei chiamarla così perche in effetti la nostra conoscenza si risolve su Twitter e una stretta di mano in una puntata di QuartoGrado dedicata anche a Chico Forti. In realtà mi piace chiamarti Carmelo Abbate, come si fa con gli amici, si perchè un uomo che di mestiere fa il giornalista come lo fai tu, un uomo che per amore dei giustizia ci mette la faccia per un caso come quello di Chico Forti, un uomo “scaricato” per aver espresso un opinione frutto di ragionamento e ricerca… beh un uomo così lo dovrebbero voler amico tutte quelle persone che credono si possa fare qualcosa, che tutti si alzano e vanno a lavorare, che tutti i giorni cercano un lavoro… e credo siano tanti. Sono certo non ti fermerai perchè uomini come te… non si fermano. Grazie Carmelo, un esempio da seguire per essere uomini migliori. un abbraccio, pino

  4. Lara scrive:

    Carmelo Abbate si è fatto male da solo ed escluderlo dai programmi Rai la tv di Stato è cosa giusta. Gli atteggiamenti assunti nel caso Yara, la sua spregiudicatezza, la voglia di emergere, hanno calpestato il dolore della famiglia di Yara più volte senza contare poi in una delle ultime puntate della “vita in diretta” la sua difesa a spada tratta nei confronti di Fikry dopo che con tanto orgoglio fu il primo a pubblicare su “Panorama” l’intercettazione dove sembrava che Fikry dicesse “l’hanno uccisa davanti al cancello”. Perciò Abbate chi è causa del suo mal pianga se stesso ed ora che silurino pure la Venier che lo voleva nel suo salotto senza capire cosa stesse offrendo agli italiani.VERGOGNA: Giustizia è fatta!!!!

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