La faccia violenta dell’immigrazione.

( articolo pubblicato su Panorama )

«C’è una evidente presenza di stranieri superiore agli italiani sulle scene del crimine» ammette con prudenza Anna Italia, ricercatrice del Censis. «Ma nella maggior parte dei casi si tratta di irregolari, perché chi sta in Italia da tempo è portato a non delinquere». Se è così, la situazione appare ancora più grave. Perché significa che i circa 420 mila immigrati senza identità accertata che si aggirano per le nostre strade hanno un livello di criminalità elevatissimo. E che le polemiche governative sull’abolizione del reato di clandestinità contengono qualche ambiguità. Del resto, il 12 gennaio lo stesso Matteo Renzi ha confermato che quel reato sarà presto cancellato, ma ha aggiunto che «vanno comunque resi più veloci i processi d’espulsione e bisogna essere più duri verso chi delinque»: un’implicita ammissione che i due problemi esistono, e che il governo non li ha certo risolti.

Tra i reati, i furti in abitazione commessi da immigrati nel 2014 sono stati 8.904, con un aumento del 138 per cento rispetto al 2010. Le denunce hanno attribuito loro 1.588 violenze sessuali: il 38,7 per cento del totale. Quelle per produzione e traffico di stupefacenti sono state 24.241, il 3,1 per cento in più. Il campo criminale dove gli stranieri hanno il monopolio è lo sfruttamento della prostituzione: con 2.417 denunciati, sono il 74,3 per cento del totale e sono aumentati del 4,4 per cento rispetto al 2010.

Anche in carcere fanno sentire il loro peso: su un totale di 52.164 detenuti al 31 dicembre 2015, ben 17.340 (33,2 per cento) sono stranieri.

Molti ci finiscono per spaccio di stupefacenti, attività che conducono di giorno nelle piazze per poi andare a dormire nei centri per rifugiati dove ricevono pure una paghetta. È il caso di 5 pregiudicati africani arrestati all’inizio dell’anno in piazza Bellini a Napoli. O dei richiedenti asilo del Gambia fermati nel rione San Berillo Vecchio di Catania. Stessa provenienza del profugo spacciatore alla stazione di Brescia ospitato all’hotel Solferino della città. Era invece alloggiato a Collegno il senegalese rapinatore seriale di piazza Bernini a Torino.

C’è chi invece si è presentato davanti alla commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale raccontando di essere fra le vittime di un attentato avvenuto in Nigeria il 14 aprile 2014: la famosa strage nella stazione degli autobus, 71 morti 124 feriti per mano dei terroristi di Boko Haram. Peccato che lui in quel periodo vivesse a Benin City, nel sud del paese. Lo hanno scoperto i poliziotti di Padova quando lo hanno arrestato per sfruttamento della prostituzione: dall’interno del centro di accoglienza mandava avanti una tratta di schiave.

Già, i poliziotti. Li prendono, li arrestano, ma sanno benissimo che se li ritroveranno in strada, ancora più baldanzosi di prima. «L’ultimo dell’anno piazza Maggiore a Bologna era piena di immigrati ubriachi e molesti, appena ti avvicinavi ti prendevano in giro: andiamo in prigione?» sbotta un agente di polizia che non vuole svelare la sua identità. «Sono tutto tranne che ingenui o stupidi. Conoscono le procedure e i modi per aggirarle. Fermi uno per spaccio di droga con una montagna di precedenti e una decina di alias, lo porti in questura e il giorno dopo scopri che ti ha denunciato per violenze e percosse mentre tu ti sei preso sputi e calci e non hai alzato un dito. Tanti colleghi vanno in giro con una telecamera attaccata addosso per paura di finire nei guai. Il clima è pesante: una volta ti facevi quasi raccomandare per lavorare nelle volanti, era il posto più ambito, oggi non ci vuole andare nessuno».

Possiamo continuare a tenere gli occhi chiusi di fronte all’evidenza, ma finiremo per pagare le conseguenze a caro prezzo. La campana è suonata nei giorni scorsi al rione Matierno di Salerno, dove una folla armata di pietre, e pare anche di pistole, ha preso d’assalto il centro di accoglienza per dare la caccia a un richiedente asilo che avrebbe molestato una ragazza di 14 anni.

Messaggio forte e chiaro, continuando di questo passo si andrà allo scontro, di civiltà e di inciviltà.

Questa voce è stata pubblicata in Inchieste, Notizie, Rullo e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *